IN VIA - 2020 / 2021

Inviare. Un'azione costante dei nostri giorni. Ma in-via è ciò che precede l'invio, è il percorso, la strada, l'inciampo, il paesaggio, la sosta, la corsa, l'incontro. Tutto ciò che raccolto sul sentiero quotidiano può meritare di essere in-oltrato.

Il documento che pubblico dimostra che l'amministrazione in carica era perfettamente a conoscenza della situazione debito/credito tra Comune di Paternò ed A.T.O. Fin da febbraio 2019, quindi ben prima di redigere gli ultimi bilanci, dove non ne ha fatto alcuna menzione. E questo perchè non era tenuto a farlo, perchè il problema sorge a causa di alcune novità che derivano da sentenze recenti e normative da poco entrate in vigore.

Dico questo perchè credo che sarebbe utile spostare il dibattito in corso sull'unico tema davvero utile: come si risolve questa situazione nel bene della Città? Sindaco e Vicesindaco hanno tentato, in questi giorni, di scaricare le responsabilità, con affermazioni errate, ma non hanno fatto quello che un amministratore dovrebbe, dire come si affronta questo problema.

Io credo che la questione è così grande che meriterebbe una riflessione di tutta la politica e anche un coinvolgimento di livelli superiori a quello comunale, dato che una parte dei soldi che formano il disavanzo dipendono dal modo in cui la regione ha regolato la liquidazione dell'A.T.O. . Certo, resta da spiegare come si è formato il resto del disavanzo, che sembra quasi poco, se si rapportano 5 milioni di euro ai 27, ma è tantissimo, se fosse riferito ad un lasso di tempo molto breve, magari di 3 o 4 anni. Intanto, il verbale che pubblico mi sembra possa bastare per fare dismettere agli amministratori in carica i panni degli ingenui e degli inconsapevoli.

La crisi di governo con i suoi annessi e connessi hanno scatenato in tutti noi pensieri e riflessioni, ne sono certo. Ed emozioni, soprattutto. Ecco. Quelle sono le più importanti, e voglio parlarne. Niente di assoluto, di importante e generale, emozioni strettamente personali.

Una di queste, per me, è stato il dispiacere di sentire usare “il 2%” come motivo di disprezzo. Mi rendo conto, c'è l'istinto immediato di alcuni di noi a difendere i perdenti, a tifare per Davide contro Golia, per lo Spezia contro il Milan, e simili. Ma in questo caso non è solo questo. Voglio spiegarlo. Voglio fare un ode al 2%, il 2%, o su o giù di lì, in politica, il 2% elettorale.

Non ho mai sentito mio padre alzare la voce. Credo sia per questo, anche per questo, che penso che chi alza abitualmente la voce non possa essere un buon padre di famiglia.

Ho fatto il sindaco per 5 anni, ed ho sentito, ogni giorno, per 5 anni, la forza dei due pesi che questa carica comporta e che la fascia tricolore sintetizza perfettamente.

Il peso di rappresentare le istituzioni. Le istituzioni sono la Costituzione, le regole della nostra vita civile, le forme e la sostanza della democrazia, gli organi dello stato e le sue gerarchie. È un peso, soprattutto quando quelle istituzioni che devi rappresentare sono fragili, o addirittura deturpate da uomini che le manipolano, le maltrattano, le fanno diventare strumenti di ingiustizia.

- Il virus della rimozione. Credo appartenga allo stesso ceppo del virus del fatalismo, ma è più preciso, colpisce organi specifici. Precisamente colpisce i sensi che ci consentono di vedere il dolore, in particolare la morte, e poi attacca i ricettori che dalla visione della morte portano all'anima (si può dire questa parola, ogni tanto, per indicare che c'è qualcosa di profondo nell'uomo, che lo congiunge all'infinito?) un senso più completo della vita. Da anni ci ripetiamo che abbiamo rimosso la morte dalla nostra esperienza quotidiana. Soprattutto la morte degli anziani. L'abbiamo ospedalizzata, si dice, cioè spostata in luoghi asettici, le case di cura, gli ospedali.

se ha bisogno di ulteriori informazioni, sentiti libero di contattarmi

Biografia

Sono nato nel 1970. Vivo a Paternò, città di cui sono stato sindaco dal 2012 al 2017. Laureato in lettere classiche, insegnante per molti anni (un lavoro bellissimo), adesso dirigente scolastico.
Ho iniziato il mio impegno ecclesiale nei gruppi francescani, di cui ancora faccio parte, quello politico nella Rete, negli anni '90, insieme a quella generazione di siciliani che si è persuasa di riuscire ad assistere alla fine della Mafia, e perfino di contribuirvi. Lo penso ancora.
Mauro Mangano

Ultimi articoli

Disavanzo ATO

Il documento che...

Ode al 2%, più o meno

La crisi di governo con...

I DUE PESI E LA MISURA (ovvero, cosa NON fa un...

Non ho mai sentito mio...